Una principessa dalla doppia faccia…

Oggi voglio parlarvi di colei che non esiste.
Si… Avete capito. Chi sta scrivendo è un pazzo con un amico immaginario…
No, costui soffre solamente di personalità multipla!
No, IO, sono uno che sogna.
Sogno quando dormo, ad occhi aperti, mentre rido per nulla, mentre ascolto musica, mentre viaggio…
Io sogno sempre.
Oggi quindi vi racconterò di una principessa pirata!
Si! Solo un pazzo come me può creare una donna dal sangue blu che diventa pirata.
Cominciamo a parlare di lei.
20 anni, su per giù, capelli neri come il carbone, occhi che ti spaccano il cuore, sempre lucidi.
Alta poco meno di 2 barili grandi di Rum vuoti, e un corpo che penseresti di trovare da tutte le parti, tranne che su un vascello pirata.
Cosa l’ha spinta a diventare piratessa?
Potrete pensare che lei sia pazza, come il Sottoscritto… e molto probabilmente lo è!
Nata in una famiglia nobile del Nord del Mondo, è scappata da quell’ambiente per il troppo stress, e per il peso di faccende che non dovrebbero riguardare una ragazzina.
Scappa poco più che adolescente, poco più a Sud, in cerca di libertà e speranza.
Probabilmente non si fregava di quello che era stata… ma le importava che cosa sarebbe potuta essere…
Appena sbarcata nella città delle marine, prese contatto con un vascello, uno strano vascello…
Tutto incrinato… ogni crepa raccontava una storia, uno speronamento o una palla di cannone.
Tutti noi vedremmo, in questo caso, un vascello poco raccomandabile con un’altrettanto brutta storia…
Lei vide invece una via, una luce.
Pensò che l’avventura l’aspettava, e cosi diventò piratessa.
Attaccò vascelli nobili per mesi, attaccò la sua stessa gente senza pensare a chi fosse veramente.
Arrivò una sera… stava a prua… le venne da pensare…
Vedendola in lontananza, a causa del tramonto, si poteva vedere solo la sagoma nera del suo corpo, e la sua chioma svolazzare alla fresca brezza settembrina…
Pensò che forse tutto questo non era la sua vita, e non era ciò che realmente voleva…
Capì, che oltre al suo equipaggio, non aveva amici veri. Non aveva nessuno che le potesse dire che stava sbagliando…
Nessuno sarebbe andato a metterle una mano sulla spalla quella sera…
Nessuno le avrebbe regalato un sorriso, nessuno l’avrebbe invitata a cena…
Da quella sera, lei, sta su quella prua…
Sperando che qualcuno arrivi a portarla via… dove… non le importava…
Basterebbe che costui, la prendesse per mano, senza regalar parola alcuna…
Basterebbe, che lei si sentisse di nuovo a casa

Lucky

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