Senso di appartenenza

“L’appartenenza non è lo sforzo di un civile stare insieme. Non è il conforto di un normale voler bene. L’appartenenza è avere gli altri dentro di sé.”  – G. Gaber

Quando ero alle elementari, ero una bambina vecchissima: non solo non ero andata all’asilo e sapevo leggere, ma non riuscii mai a comprendere il profondo senso metafisico e logico che stava dietro al rubare per dispetto l’astuccio al compagno di banco. Per me fu sempre una grave mancanza. Tanto mancante da farmi perseverare nei miei comportamenti corretti e vecchi. Il conflitto generazionale si risolse circa cinque anni più tardi, quando il senso di appartenenza generale alla classe mi colse quasi impreparata il primo giorno di scuola, e mi spinse a un fiume di giovani lacrime l’ultimo.

Alle medie, di nuovo, ero un’adolescente vecchissima: non solo i miei capelli avevano scelto autonomamente di diventare tutto a un tratto ricci, causando involontariamente una certa somiglianza della Sottoscritta all’uomo di Neanderthal, ma soprattutto non riuscii mai a capire il senso metafisico e logico di chiamare “Satana” una che, a vederla anche da lontano, sembrava proprio la sorella di Ötzi. Anche questa fu una grave mancanza.
Il conflitto generazionale non si risolse con la stessa facilità già sperimentata: mi ritrovai a rimpiangere solo i professori.

Ormai alle superiori, con un saldo di anni alle spalle che ammonta a 1800, il senso di appartenenza si è fatto un miraggio lontano, vaghissimo, con tutta probabilità tirato su dalla mia stessa mente come farebbe un muratore bergamasco con una casa popolare, ossia con una ferma convinzione, eppure non del tutto persuaso dell’obiettivo finale.
L’espressione “pesce fuor d’acqua” mi sembra troppo formale; “pesce fuor di brodo” rende già più l’idea.
Eppure, c’è un eppure, sarò anche un “pesce”, ma ce la metto tutta per essere, almeno un po’, un “pesce” poco “anfibio”.

Ora però quello che non riesco a capire è la tensione spasmodica al voto…dai, usciamo, che oggi c’è il sole… 🙂

Halifax

Annunci

3 pensieri su “Senso di appartenenza

  1. Avrei potuto essere io a scriverlo, questo post.
    I miei ossequi, dunque, sodale!

    Poi, comunque, quand’è così, finisci col fartene una ragione.
    Almeno a me, inizia a piacere il dimostrare 16 anni, averne 23, e sentirsene addosso il doppio.
    Forse è difficile da credere, ma la cosa ti può giovare soprattutto nei rapporti con gli altri.

    Mi piace

    1. Vi ringrazio, ordunque, per codesti cordialissimi ossequi!

      Sono giunta alla conclusione che la via migliore sia sempre quella di accettarsi appieno, brodo, acqua, limonata, Vodka Martini che sia…un equilibrio e un posto, là fuori, ci dovranno pur essere.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...