Apologia

Un testo antico è attuale perché parla ancora ad un pubblico diverso da quello per cui esso è stato concepito. Per comprendere un testo antico il pubblico contemporaneo non ha bisogno di riprogrammarsi, cioè di spogliarsi della propria essenza e cultura. La parola degli antichi giunge sempre fino a noi, come un’eco che rifrange il suono. È parola alata che si libra in volo, come una freccia scoccata dall’arco del tempo. La parola penetra attraverso la storia e diventa coscienza della storia. La storia è la relazione tra il tempo trascorso e il tempo attuale. Riproporre un testo classico è ricostruire la storia, è vivere nella nostra storia.
Noi nasciamo ieri. La tragedia nacque oggi.” – http://volta.valdelsa.net/thiasos/troiane/troiane.htm

Ecco cosa potrei rispondere a chi mi chiede quale utilità hanno i miei studi, o cosa si può trovare di interessante nella lettura di un testo greco o latino: lasciatemi vivere nell’eterno antico.

Halifax

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3 pensieri su “Apologia

  1. Sono anch’io uno studente di Lettere Antiche e, nonostante abbia finito il liceo da diversi anni, sono ancora in contatto con la mia vecchia prof di Latino e Greco.
    Lei mi ha detto che i giovani sono mediamente sempre più incapaci di tradurre bene le lingue classiche. A suo giudizio questo dipende dal fatto che i ragazzi a cui insegna sono cresciuti in una società veloce, che ti dà tutto e subito, e quindi non sono mentalmente preparati a fare qualcosa che richieda tempo, pazienza e fatica in quantità industriali come il latino e greco.
    Lei questo lo vede soprattutto da come i suoi alunni consultano i dizionari: spesso loro non hanno la pazienza di scorrere tutti i significati di una data parola, e quindi per velocizzare prendono il primo significato che gli capita a tiro e lo buttano sul foglio, senza curarsi minimamente né di guardare i significati successivi né di vedere se quello che hanno scelto “torna” nel contesto della versione.
    Questo genera delle traduzioni mostruose e completamente prive di senso, perché piene di errori lessicali; se poi ci aggiungiamo anche gli errori nell’ analisi del periodo, a quel punto scendere fino all’ insufficienza diventa facilissimo. A molti alunni basterebbe spendere qualche minuto in più nella consultazione del vocabolario per risollevare enormemente le loro medie.

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    1. Ti ringrazio molto per il commento e per le informazioni che mi hai trasmesso: pur trovandomi nel contesto della mia classe liceale, non indago nè rifletto particolarmente sui problemi riguardanti le traduzioni dei miei compagni o il loro rendimento scolastico, sia per una questione di rispetto nei loro confronti, sia perché sono abituata a lavorare concentrandomi su me stessa, piuttosto che sul paragone con gli altri, e perciò questo fatto è per me nuovo.
      Ciononostante, per quanto mi riguarda trovo l’esercizio di traduzione un momento in cui soffermarsi sul testo dedicandogli ogni attenzione possibile, ed è anche per questo che mi capita spesso di leggere l’intera voce del dizionario: sia perché lo considero uno strumento utilissimo a cui “appoggiarsi”, sia perché, nella maggior parte dei casi, la versione è per me frutto dell’unione tra pazienza e impegno.

      Halifax

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      1. Anch’io ti ringrazio molto per la risposta.
        Mi fa molto piacere sapere che c’é ancora chi presta la massima attenzione quando traduce e in particolare quando consulta il vocabolario, che come giustamente dicevi é un alleato preziosissimo, un oracolo che, se consultato nella giusta maniera, può dare una risposta a molte delle tue domande e toglierti le castagne dal fuoco anche quando brancoli nel buio più totale.
        A me é capitato tante volte di uscire da una situazione di empasse non solo grazie ai mille significati in esso contenuti, ma anche grazie a tutti gli esempi che fornisce: talvolta ti mette una citazione dove c’é una costruzione complicata simile a quella della tua versione, e vedendo come viene tradotta quella costruzione capisci anche come devi renderla tu nella tua versione. Per non parlare poi del colpo di fortuna più grande in assoluto, quello per cui il vocabolario cita esattamente un pezzo della versione che stai traducendo. Lì sì che scatta la cosiddetta “esultanza interiore.” : )

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