L’inizio Parte III

Lì, Lando poteva parlare in pace.
Non aveva bisogno di essere il buon Lando che tutti conoscevano: parlare con il legno, se qualcuno di voi non dovesse sapere com’è, be’, è proprio appagante.
Nessun sarcasmo! Il piccolo sapeva benissimo come combinare i pezzi di legno tra loro, e persino come lavorarli per renderli più smussati, più regolari, e anche più colorati; ma sapeva ancora meglio come parlarci.
Ogni giorno, dava vita a un nuovo, piccolo amico, e molti erano già nascosti qua e là per il capanno di Mammo: Cocò, che no, non era una gallina, era un topo, perché Lando era fantasioso; Minuetto, un coccodrillo, Portos, un gabbiano, Ghidino, un riccio…
C’era anche un piccolo Lando di legno. Non ci parlava spesso, però. Era piuttosto silenzioso.
A ognuno riferiva le sue vicende, e a ognuno si rivolgeva per un problema specifico. Insomma, ciascuno aveva il posto che gli spettava, e nessuno si opponeva o sgomitava mai per averne un altro.
Inoltre, tutti avevano sempre un consiglio eccellente, eccellente davvero.
Lando dava forma a una quantità incredibile di piccoli animali parlanti, che trattava con estrema cura e rispetto.
E, avviso anche voi già che ci siamo, che nessuno osi entrare durante i suoi colloqui privati! Anche i più giovani hanno bisogno della loro privacy. A insegnarlo, a certi adulti…
Quel giorno, proprio quel giorno, Lando voleva, anzi, doveva creare un amico particolare…

Halifax

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