Cronache marginali

Sei uno che sta a guardare? o uno che si mette all’opera? − o uno che distoglie lo sguardo e si trae in disparte… Terzo caso di coscienza.” – Friedrich Nietzsche

Alla fine stasera sono finita a tagliare due filoni di pane con un coltello seghettato, molto bello per giunta.
Altre volte sono finita seduta senza sapere dove guardare, col terrore di andarmene perché non avrei saputo come salutare tutti gli altri.
Altre volte ancora ho passato la serata a mandare messaggi, anche quando non ne stavo mandando nessuno.
Insomma, io proprio non ce la faccio a divertirmi. È più forte di me. O meglio, ci posso anche riuscire, ma è un successo più unico che raro, e adesso, proprio adesso che ho un permesso di circa tre mesi con cui posso astenermi da ogni contatto umano obbligatorio e oltremodo molesto, è praticamente una missione impossibile.
Non è misantropia. Piuttosto è malinconico. Un voler partire col piede giusto che si conclude con l’immancabile sprofondare col piede sinistro in una pozzanghera.
È sempre un sedersi, mangiare, guardarsi intorno fingendo o meno interesse e tentare disperatamente di non dare a vedere l’imbarazzo che si prova nel rimuginare su cosa dire a chi ti sta seduto accanto o di fronte. In genere, inutile precisarlo, non vorresti dire proprio un bel niente a chi ti sta seduto accanto o di fronte.
È un pensare a come dovresti dire “ciao” a quella persona che adesso va in vacanza, ma con cui quasi non hai mai parlato.
È un guardare case altrui pensando che casa tua al confronto è una capanna congolese.
È osservare gli altri farsi foto che finiranno appese o su Facebook e raccontarsi le disavventure della serata a base di cocktail del giorno prima.
E tu stai lì…con quell’espressione da pesce lesso che sicuramente ti è fiorita in tutto il suo ebete splendore sul viso, a pensare: “Ma che cazzo ci faccio io qui?” e pregare che, in un modo o nell’altro, tutto finisca presto.
Ora, per due giorni, non voglio vedere esseri viventi nel mio campo visivo. Chiaro?

Halifax

P.S.: I semafori cominciano a darmi problemi. Voglio dire, tu arrivi, chiami il verde con il pulsantino, e poi è rosso ed è rosso anche per le automobili. Cos’è, una trovata per favorire i rapporti interpersonali pedone-guidatore?!

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