Bello, ma nel posto sbagliato

Allo zoo − Tutte queste bestie hanno un contegno decente, all’infuori delle scimmie. Si sente che l’uomo non è lontano.” – Emil Cioran

L’immagine in evidenza potrebbe essere il muretto del parchetto sotto casa tua. Vorremmo tutti che lo fosse, immagino, ma non lo è.
Dopo diciotto gloriosi (si fa per dire) anni, sono entrata per la prima volta all’interno del Colosseo, per visitare la mostra “Costantino 313 d.C.”. Nulla da dire sulla mostra, ben allestita nonostante il rumore evidente del traffico in strada di sotto e le teste dei turisti che passavano davanti ai pannelli esplicativi a ciclo continuo, ma tutto sbagliato, tutto da rifare, per il Colosseo.
Fermarmi di fronte a un muro e notare che tutte le mattonelle che lo compongono presentano una meravigliosa incisione INUTILE, o peggio, una scritta a pennarello indelebile che recita “Finalmente ar Colosseo!” mi ha procurato un trauma permanente, e lì per lì non ho saputo fare altro che coprirmi mesta gli occhi con la mano.
Il fondo, l’abisso depressivo, l’ho raggiunto quando, uscendo, ho buttato l’occhio su una colonna che presentava l’incisione PROFONDA e, ribadisco, INUTILE di un militante cattolico IDIOTA e forse anche amante del calcio, che, scopiazzando palesemente i ritmi dei canti tribali degli ultras della Lazio o che ne so io, afferma convinto “FEDE! FEDE! FEDE IN DIO!”.
Chiudono l’esperienza di dolore i turisti seduti sui resti a mangiare dalla loro “schiscietta”, con tanto di cartello alle spalle anche in inglese che VIETA di sedersi su quei FOTTUTI resti, e un bookshop affollato che  è un pugno nell’occhio, oltre che un’altra fonte di lucro che, tuttavia, misteriosamente non viene sfruttata per restauri e compagnia bella.
Un Oscar alla carriera alle due custodi romane, che passeggiavano allegramente raccontandosi le loro gesta del mattino precedente al mercato, senza curarsi minimamente dei millenni di storia su cui zampettavano. Ringraziate l’indole pacifica dei turisti tedeschi di quella mattina, bastarde.
Ah, e propongo la pena di morte per gli incisori di monumenti storici: tu li prendi, li leghi in piazza, prendi una manciata di gente inferocita, gli dai un coltellino svizzero e dici “sbizzarritevi”. Nel giro di quindici minuti muoiono dissanguati. Così, chissà, capiscono cosa significa.
Una città che non mostra interesse per il suo monumento simbolo, nonché del Paese intero, è una città morta e sepolta. La città “eterna” è defunta da un bel pezzo.

Halifax

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