La Parigi delle Barricate

Parigi.

Certo non è una città senza alcun significato, o una capitale come un’altra, con i suoi musei, i monumenti e le luminose vie dello shopping. Ad essere una città così è facile. Parigi è, almeno per la mia modesta opinione, la città dove risiede Madame Storia. E, nel bene o nel male, la Storia si ripete sempre. Cambiano le persone, ma non cambiano i fatti e le azioni.

Ma nella città dei Lumi, della Rivoluzione, dei Diritti, della Libertà, i cittadini sempre si sono riuniti e sempre si sono rialzati, come un sol uomo, dopo una caduta. E sempre resisteranno, sempre costruiranno una nuova barricata.

Riguardo le barricate, oggi io sono qui solo per riportare le parole di un semplice parigino, di un grande artista, di un fotografo di strada, che ha passato la propria vita cogliendo gli attimi più belli di questa città e della sua gente.

Costruire una barricata significava compiere insieme i gesti volti a esorcizzare i giorni bui. […] Pedalando da Saint-Michel a Belleville e da Ménilmontant a Batignolles, ho potuto constatare che, come i funghi, le barricate spuntano sempre negli stessi posti.”

Robert Doisineau scrisse queste parole riguardo le barricate costruite nell’estate del ’44, mentre i parigini lottavano contro i tedeschi.

Gli anni sono passati, ma una nuova follia è arrivata a bussare alle nostre porte.

Nei giorni scorsi, ho visto Parigi cadere e rialzarsi. Nessuno, questa volta, ha imbracciato i fucili, nessuno ha staccato le pietre del pavé dalle strade, ma tutti si sono riuniti per esprimere il proprio dissenso, il cordoglio per le vittime, a gridare per le strade che non si sono mai piegati alla tirannia e alla paura e mai lo faranno.

Nei giorni scorsi ho visto innalzarsi una barricata, non una vera e propria, come quelle fotografate da Doisineau, ma una che sta attraversando tutto il mondo e tutti coloro che vi sono sopra gridano a gran voce che non hanno paura, che nessuno potrà mai portargli via il loro diritto di espressione. Sto vedendo una barricata fatta di penne, matite, disegni, fotografie, videoclip, note musicali.

E sento nell’aria che qualcosa in questo mondo sta cambiando.

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