X & Y , storia di una competizione tra due cromosomi.

Da quando l’umanità ha fatto il suo ingresso nel mondo, sulla terra si sono sempre scontrati due fronti: maschile e femminile. In nome di tale scontro voglio parlare di una storia violata e ignorata, la storia dell’infanzia bambina.
In ogni epoca storica la nascita di una bambina veniva accolta con delusione e frustrazione, se fortunate le neonate venivano risparmiate da pratiche come abbandono e infanticidio (si perchè, l’infanticidio, sopratutto se femminile, non era condannabile ma anzi ammesso), e iniziando così una vita ai margini della società.
Femmine, utili nel migliore dei casi come piccole spose da barattare al miglior offerente, identificate come passaggi di proprietà da un vecchio ad un nuovo padrone. Femmine, educate fin dalla primissima infanzia a compiacere il marito, sempre col capo chino su un ricamo e mai su un libro. Femmine, considerate a tal punto ai marigini della loro stessa famiglia da venire, durante i pasti, servite per ultime e prima degli animali domestici.
Storie orribili e ignobili di bambine e bambine private di ogni possibilità d’istruzione, in nome di false credenze sull’inferiorità raziocinante e intellettuale delle donne e del loro naturale ruolo subordinato all’uomo, al quale deve essere fedele e obbediente come un cane. Storie influenzate sopratutto da religione, filosofia e anche medicina.
Ma torniamo a noi e alla nostra epoca storica, possiamo affermare di aver raggiunto la parità dei sessi?
Bhe, le donne hanno raggiunto diritti fondamentali, come l’istruzione e il voto, ma come possiamo acclamare l’ugualianza quando in piccolo vengono riproposte differenze di genere?
Quando, secondo la nostra cultura, è sbagliato regalare a una bambina una ruspa e a un bambino un bambolotto; quando bambine troppo vivaci vengono etichettate come maschiacci e bambini dediti a giochi tranquilli e di stampo “casalinghi” vengono considerati “affemminati”; quando noi ogni giorno e in ogni momento diciamo ai nostri figli, nipoti, fratelli, cuginetti “No amore, lascia stare quella bambola, quello è un gioco da femmina!”
La realtà è che, nonostante siano stati raggiunti traguardi importanti riguardo i diritti dei bambini, dobbiamo fare ancora un passo avanti e andare oltre le discriminazione e le differenze di genere, oltrepassare quella barriera tra X e Y, tra rosa e azzurro, tra maschi e femmine. Liberare i bambini dalle imposizione dei ruoli che andranno a ricoprire, un giorno da adulti e lasciarli liberi, liberi di essere semplicemente Bambini.

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