Battesimo: Visto da una donna.

Articolo di risposta al mio carissimo amico Lucky, compagno di risate e battibecchi sin dalla tenera età. Parto dal proposito di scrivere da un punto di vista neutrale: non da fedele, non da atea, non da agnostica. Scrivo da donna in quanto essere umano, e basta.
Purtroppo ho l’impressione che la gente si faccia la guerra troppo spesso; persone sempre pronte a puntare il dito contro lo scelte degli altri, a estremizzare, a ingigantire, a tirare acqua al proprio mulino per vincere chissà quale gare dialettica. Quando leggo che battezzare un figlio equivale a privarlo del libero arbitrio leggo quella che, secondo me, è una sciocchezza bella e buona, oltre che un’esagerazione e una mancanza di rispetto verso tutti coloro i quali, per motivi ben più gravi, hanno davvero provato cosa vuol dire non avere il diritto di decidere della propria vita. In mancanza di fede in fondo il battesimo cos’è? Giusto un bagnetto davanti a tante persone, non porta a nessun obbligo, a nessuna condanna per la vita. Chiunque può scegliere di mandare in qualsiasi momento una semplice raccomandata alla parrocchia nella quale è stato battezzato per richiedere che il proprio nome venga cancellato dei facenti parte della chiesa romana cattolica ecc. Dov’è la privazione di libertà? E siamo sicuri che una madre battezzando il suo piccolo voglia condannarlo a una vita di fede come servo di Dio? Per tutto il tempo in cui il bambino non può essere totalmente conscio di sé e di ciò che accade nel mondo sono i genitori ad essere responsabili della propria creatura. E allora, mettiamoci nei panni di questi genitori, se noi credessimo che nostro figlio non battezzato fosse condannato alla privazione della pace eterna nel caso di morte in tenera età, che faremmo? Smettiamola di vedere sempre solo il marcio delle persone! Un mio caro amico, il quale in primis ha deciso di sbattezzarsi, un giorno mi ha detto una frase molto bella e che mi ha donato un interessante spunto di riflessione: ‘’ Uno poi non si dovrebbe azzardare a criticare la scelta di una madre che sceglie sempre quello che crede meglio per il figlio, io ai miei devo solo dire grazie’’.
Quindi fedeli e non fedeli, più in generale uomini, cerchiamo (mi ci metto dentro anche io) di non limitarci a stare attaccati come cozze alle nostre vedute o ai nostri principi ritenendo a prescindere terribile, sbagliato o immorale quello che non condividiamo. Pur rimanendo fedeli a noi stessi, sarebbe così brutto se non sentissimo sempre la necessità di screditare un pensiero diverso per far prevalere il nostro? Siamo esseri evoluti, possiamo sicuramente dare di più.

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