La madre perfetta

La madre, la sua esistenza, la sua presenza, è ciò che ci scalda il cuore. Donne imperfette, a volte lontane, distanti. A volte animate da scelte sbagliate. Donne che hanno dato la vita, hanno cresciuto e nutrito altri esseri viventi. Madri di sangue o solo nel nome e nei sentimenti, madri perdute troppo presto. Figure che non si possono dimenticare. “Grande come la terra” è un’antologia, un’idea nata direttamente nel gruppo facebook “Letteratura al Femminile”, contenente brani in prosa e in poesia dedicati alla Madre e in fase di lavorazione per l’imminente pubblicazione in ebook. Tra i brani predentati, vi sarà anche il testo che vi propongo oggi, come mio primo intervento in questo blog, così, giusto perchè possiate cominciare a conoscermi.


LA MADRE PERFETTA

Sono arrivata tardi, un cambio di scena improvviso piombato con forza e sgomento nella tua vita. Del tutto inaspettatamente. Non c’era alcuna ragione per cui la mia esistenza potesse essere imposta al mondo. Nessuna ragione se non il tuo amore. Mi hai accettata, protetta, stretta tra le tue braccia, a volte forse troppo forte, senza darmi la possibilità di sopravvivere da sola, di respirare l’odore pungente del rimpianto e sentire il dolore cocente dell’esperienza. Come ogni madre, hai voluto tenermi lontano da ciò che poteva nuocermi e mi piaceva crogiolarmi nel pensiero che tu credessi di esserci riuscita.

Le eclatanti manifestazioni d’affetto non hanno mai fatto parte della nostra vita. Tutto è rimasto silente, per una scelta mia. Sentimenti sopiti in fondo ai nostri cuori, messi a tacere da una razionalità a volte del tutto priva di logica. Sentimenti rimasti inespressi o appena accennati in piccoli biglietti lasciati sul tavolo della cucina, a chiudere un messaggio banale che aveva la sola funzione di ricordarti la mia assenza a cena. O forse era più di questo. Forse quei biglietti erano una scusa per scriverti anche quello che non riuscivo a comunicarti. Da piccola ti riempivo di “ti voglio bene”, mi addormentavo all’ombra dei tuoi baci, adoravo leggere tra le tue braccia. Non ricordo quando cominciai a sottrarmi a tutti quei gesti d’amore. Non ricordo la tua reazione a quel mio cambiamento, a quella mia chiusura. Ma ricordo perfettamente quanto quel contatto fisico, quegli abbracci, quel modo affettuoso di accarezzarmi i capelli cominciò a divenire insopportabile. Ricordo quando iniziai a percepire come pesante il tuo tocco leggero, quando si trasformò in un fardello insostenibile che mi procurava ribrezzo e rabbia. Non nei tuoi confronti. Solo e soltanto verso di me. Non volevo mostrarti la mia fragilità. Volevo mantenermi lontana, ma ora sento la mancanza di quegli abbracci e di quelle carezze che ti ho negato, che non ti ho permesso di condividere con me. E nonostante ciò continuo a proibirtele.

“Essere un genitore è una sfida. Vorresti essere perfetto, ma il più delle volte senti di non essere nemmeno abbastanza.” Il mio cuore si congelò, quando lessi queste tue parole, mentre le lacrime mi inumidivano gli occhi. Tu volevi proteggere me. Io volevo proteggere te. Quella frase era la prova che dimostrava il nostro fallimento. Non ne abbiamo mai parlato veramente e percepisco quanto questo ti faccia male; ma ci sono cose che sono passate inosservate, cose sconosciute alla tua mente e che fanno parte solo dei miei ricordi. Ci sono grida d’aiuto che ti ho lanciato per poi soffocarle ancora prima che ti arrivassero. Per poi nasconderle dietro un pericolante muro di serenità. Per poi ingiustamente gettare la responsabilità su di te.

Sempre silenziosamente. Sempre impercettibilmente. Sempre rispettosamente.

Solo quando ho avuto paura che il mio tempo con te fosse quasi scaduto, ho capito. I tuoi occhi lucidi, che non hanno versato una sola lacrima, mentre mi raccontavi della tua malattia. La dignità che hai conservato dirigendoti verso una nuova vita che ti avrebbe cambiato emotivamente e fisicamente. La tua ironia nel cercare di sedare e mettere a tacere la preoccupazione. La tua combattiva accettazione della parte negativa della vita. Ho capito, mamma, quale donna meravigliosa tu sia. Ho capito che per quanto, per causa mia tu senta di non essere abbastanza, sei mia madre. La mia madre perfetta.

Chiara Minutillo

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7 pensieri su “La madre perfetta

  1. Ciao Chiara, mi ha fatto proprio piangere. Come vorrei tornare indietro nel tempo ed abbracciare la mia mamma forte, forte. Anch’io non so capire quando, ad un certo punto della mia vita da adolescente, ho iniziato a non sopportare più i suoi gesti affettuosi o le sue richieste di un bacio. Ricordo, come fosse ieri, quel giorno in cui, ormai distrutta dalla malattia, mi chiese: mi dai un bacio. Io glielo diedi ma, seppur ormai adulta, non è stato uno slancio sincero. Come me ne sono pentita e adesso non posso più rimediare. Adesso sono io una mamma e non riesco a capire quando, ad un certo punto della mia vita, ho smesso di sbaciucchiare le mie bimbe e far l’orso con loro quando dovevano andare a letto. Mi domando perché ciò accade, eppure l’amore c’è. Un caro saluto Bea

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    1. Cara Bea, mi dispiace molto per il tuo trascorso. Purtroppo non so per quale motivo, a volte, accada questo distacco tra genitori e figli. Un distacco che non é emotivo: i sentimenti ci sono e, anzi, continuano a crescere. Ma non trovano un riscontro nei gesti d’affetto.
      Ti auguro tanta serenità e la possibilità di vivere al meglio la tua esperienza come madre.
      un abbraccio

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