Lotta alle casse

Vi è mai capitato di guardarvi intorno mentre fate la spesa e rendervi conto di esser stati catapultati improvvisamente in una giungla? A me succede sempre! Dove sono le lotte tra animali? (Mi chiederete). Ebbene i leoni in questione siamo noi e le cassiere maledette!

Cashier totaling grocery purchases No third party sales.

Mi spiego meglio..

Dopo esserti esaurita nel fare la spesa in questi supermercati enormi che ti confondono la testa per quanta gente ci sia, ti dirigi verso la cassa per pagare. Se sei fortunata, trovi poca fila, te ne vai a casa e buonanotte! Se trovi il traffico tipo la tangenziale di Roma, la tua stabilità mentale inizia a vacillare perché:
1) quel carrello pesa;
2) hai beccato il carrello ciompo e te ne sei accorta purtroppo solo una volta entrata;
2) ti sei stufata di stare in piedi;
3) devo pagare tanti di quei soldi che non vedo l’ora di uscire e tornarmene a casa;

Dopo infinite capriole per riempire il carrello secondo nostre esigenze, ti precipiti verso la cassa pensando che sia l’orario buono e giusto per evitare la fila. Alla fine ti accodi pensando “Dai ci sono solo 2 persone” però poi capita che la l’attesa si prolunghi perchè:
1) c’è gente che paga con carta di credito o bancomat e ci mettono più tempo pensando che uscire di casa con il portafoglio che contiene 100,00 € possa stuzzicare il ladro di turno a rubarti i tuoi miseri averi;
2) chi si rende conto (mentre la cassiera passa la spesa) di aver dimenticato il gelato dietetico e blocca la fila perché senza gelato non può vivere;
3) alcuni ci mettono 3 ore ad inserire 2 povere mozzarelle in busta.

Dopo tanto, arriva finalmente il tuo turno e cerchi di velocizzare un pò perchè te ne vuoi andare, un pò perchè sei stufa e un pò perchè vuoi far vedere che sei una persona svelta (nonostante il carrello pieno) e non come i lumaconi che ti hanno preceduto. E cosa fai? Una volta sistemato tutta la spesa su quella specie di tappetino mobile (che poi mi gira la valvola quando dicono a noi donne di andare in palestra a fare pesi perché la ciccia sotto le braccia si affloscia!), ti precipiti con il carrello da un lato e le buste dall’altro fuori dal metal detector ed inizi ad inserire tutto nelle buste (che se non ti porti da casa, costano 2 Euro l’una!!).
Il tempo di inserire il 3 o 4 prodotto senti la voce della cassiera dire: “Sono 237, 50 euro“. La guardi e la maledici, un pò per il prezzo (cosa diavolo ho comprato!? Aaahh si il vaso per i fiori!) ma soprattutto per la velocità con la quale la maledetta cassiera SOLO CON TE ha passato tutta la spesa e tu hai appena iniziato ad inserire le cose nella prima busta.
Ti precipiti subito: borsa di Mary Poppins che chissà perchè ogni volta che c’è fretta, ti nasconde quel cavolo di protafoglio. Dopo averlo trovato, paghi la cassiera maledetta che ti fulmina con lo sguardo: “Muoviti! Quanto sei lenta! Io devo lavorare“. Le dai 240,00 Euro al posto di 237,50 perchè non c’hai il tempo di controllare i centesimi. Ma la maledetta cassiera ti chiede: “Ha 2,50 euro?“. Tu magari li hai e le dici “NO!”: un pò per ripicca e un pò perchè cosi guadagni tempo per continuare a sistemare la spesa.
La cassiera a questo punto ti restituisce uno scontrino lunghissimo tipo la carta igenica e le 2,50 euro a pezzi da 0,10 cent e, tu, ci metti 3 ore per raccogliere tutti quei bottoni.
A questo punto non ce la fai a riaprire il portafoglio e li ficchi nelle tasche o dove capita in borsa. Fatto questo, pensi che FINALMENTE sia arrivata l’ora di sistemare la spesa nelle buste e inserirle nel carrello.

INVECE NO!

Lo spazio delimitato dallo “spartitraffico” nero delle casse che dividono gli acquisti, viene ridotto sempre più. Da chi? DALLA CASSIERA MALEDETTA che ti costringe a:
1) farti passare da nevrotica perchè lo spazio si riduce e ti viene l’ansia;
2) a non inserire un cavolo nelle buste (nonostante tu le abbia pagate);
3) a mandare quella bastarda a quel paese;
4) a chiedere scusa con gli occhi alle persone che aspettano con impazienza che tu ti leva finalmente dalle balle.

Praticamente se tu donna entri in modalità mentale “normale” in un supermercato, esci mentalmente sconvolta, irritata, stanca e esausta.

La soluzione migliore? La cassa con max 10 articoli (li ce la fai!) o per la donna incinta dove tutto è rallentato.
Quindi la prossima volta mi metto un bel cuscino enorme per simulare una gravidanza di 9 mesi, salto la fila (per precedenza), ho il parcheggio riservato ed esco dal supermercato così come ci sono entrata: da persona NORMALE!

La Svampita

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5 pensieri su “Lotta alle casse

  1. Lo so che l’hai scritto per farci sorridere, ma, in confidenza, il tuo supermercato non offre ancora il sistema “spesa veloce” con scanner di codice a barre che il cliente usa per registrare il prezzo degli articoli che mette nel carrello, dopodiché non gli resta che pagare a fine spesa? Stress ridotto a zero! 🙂

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