(Non) E’ solo una partita di calcio

Il popolo italiano si schiera, almeno da un paio d’anni in sei gruppi principali:

  • Chi è stato un calciatore fino ai 18 anni, quando ha lasciato il calcio per la figa, non riuscendo a tenerli entrambi, e che quindi si trasformano in allenatori mancati (Eh ma come si fa a convocare Pellè!?)
  • Chi ogni giorno sputa sull’Italia e il giorno della partita rinfresca la bandiera italiana (2 metri per 2 minimo) in lavatrice, appendendola nel terrazzo, truccandosi il viso con il tricolore, urlando a squarciagola inutili consigli tattici usando termini che nemmeno loro sanno cosa potrebbero significare davvero (usiamo la trappola del fuorigiocohhh!)
  • Quelli che dicono di non vedere la partita perché siamo un gruppo di pecoroni che non si occupano della crisi in cui viaggia la nostra povera penisola
  • Quelli che dicono di non vedere la partita, perché fa troppo mainstream, che pubblicano foto in locali chic trovate su google immagini, ovviamente durante l’intervallo tra la pausa bagno e il classico “stappa la 47esima birra”, seduti verosimilmente sul divano con la maglia macchiata del pomodoro della pizza, con la tv che sfarfalla la partita. Ovviamente con il volume al minimo, non sia mai che venga fuori che tizio guarda la partita!
  • Quelli che semplicemente amano il calcio e che non solo vedono l’Italia, ma anche l’Islanda e ogni buco del mondo dove si calcia una palla
  • Quelli che semplicemente se ne fregano del calcio perché non gli piace vedere 22 tizi andare dietro ad una maledetta palla

Cari amici, se pensate che in un blog che parla di libri, quindi un mondo tutt’altro che mainstream, troverete una massacrante opinione sull’inutilità del calcio, vi sbagliate.
Ho 22 anni, ho giocato a tennis per 14 anni e ho smesso per problemi fisici (riprenderò, con tutta la passione che potrò dare, fra qualche mese, una volta che la mia caviglia avrà di nuovo guadagnato la mia fiducia). Camera mia è tappezzata della mia storia. Fotografie che mi ritraggono con un astice australiano gigantesco, 2-3 caschi da corsa, uno dei quali aerografato come il casco del compianto Gilles Villeneuve, foto e targhe dei viaggi in giro per il mondo che ho fatto, un poster incorniciato con affisso un cappellino autografato niente di meno che da Roger Federer in persona, un sacco di altri autografi dei tennisti che più ho amato e odiato durante queste 2 decadi, e, infine, un gagliardetto ufficiale della Fiorentina, mia squadra del cuore, diverse sciarpe appese di viola vestite, una sciarpa particolare “Guerriero mai domo nella lotta, leale nell’animo” -Leggasi GABRIEL OMAR BATI(GOL)STUTA, due foto con lui, una da infante (scappai a 3 anni dentro il campo di allenamento e mi feci le foto con tutta la squadra e con Mr. Ranieri) e una, 18 anni più tardi, quando lo incontrai per caso in aeroporto (con tanto di pubblicazione sulla gazzetta dello sport, yuppie per me), la fascia di capitano autografata da bomber Riganò, palle da tennis che sono state importanti per me (quella che mi sono tenuto dopo aver giocato nel principato di Monaco, quella con la quale ho vinto il torneo Topolino in Liguria, che mi ha permesso di giocare le finali italiane under 16 a Torino, e la maglia (con le maniche opportunamente tagliate, come ignoranza vuole) di Seba Frey, storico portiere della Viola.
Amo lo sport signori miei, il sottoscritto conta gli anni che passano non dal suo compleanno ma da quante 24 ore di Le Mans si vede. Eppure, credo, a tutto c’è un limite.


Giocare contro l’Italia è dura, perché c’è sempre ed è tosta da affrontare.
-Roberto Mancini-


Credo che vedere una partita di calcio non sia un reato, o comunque non ti rimbambisca come qualcuno sbraita ogni tanto.
Se avete visto i miei video, quando parlo di libri, vi ho già spiegato che non sono una persona emotiva. Stranamente piango per qualcosa, quasi mai provo odio e rabbia verso qualcuno o qualcosa.
Credo che dire al mondo, ogni volta che c’è un fischio di inizio della Nazionale, che l’Italia fa schifo politicamente, che tutto va male e che ci sono problemi più grossi sia abbastanza noioso e fuori luogo. 
La partita di calcio dura 90, o 120 minuti. DUE ore signori miei. Permettetemi di dimenticare le noie al lavoro, le frustrazioni sulle cose di tutti i giorni, i guai con gli amici e le persone care. Permettete a chi riesce a spegnere il cervello due ore di farlo. Si vive MOLTO bene durante quei 90 giri di orologio. 
Io sono nato e cresciuto in Italia. Ho parenti che attualmente abitano a Nottingham, Birmingham, Caracas, Australia e Argentina. Siamo davvero sparsi in ogni emisfero e continente. Mi piace vedere il Venezuela in Copa America e vederlo vincere, mi piace l’Inghilterra, la lingua inglese, mi piacerebbe visitare l’Australia se solo non avesse ragni grossi come conigli.
Ieri ero fuori, era sabato sera e mi stavo divertendo con amici in un pub che passa sempre buona musica.
Verso le 23 ho dato un occhio su eurosport. Supplementari. 1-1. Sorriso.
“Grandi ragazzi, stiamo facendo soffrire i campioni del mondo in carica con due centrocampisti zoppi e un attacco che non è titolare nemmeno nelle loro squadre di Club.”penso.
Dico ai miei amici la notizia, perciò ci spostiamo a 300 metri da dove eravamo.
Spiaggia, proiettore che spalma su un caseggiato di legno bianco le immagini del prato verde, i colori della nostra Nazionale, i colori dell’altra.
Sabato sera. Ore 23:30. Nessun ubriaco in giro, nessun disordine, nessuna voglia di dirmi “che fine farà l’umanità di questo passo”.
Le luci accese in ogni singola casa, il suono della telecronaca all’unisono.
Rigori. 
“Stringiamoci a corte, siam pronti alla morte”.
Il flûte con le bollicine dentro trema, colpa della mia mano. Ci stringiamo, come i calciatori a centrocampo. C’è una nazione sui piedi di quelli che calceranno.
11 metri signori. Avete mai visto quanto è grande una porta da calcio? 
Pensate di dover piazzare una palla, dalla distanza di undici metri, in una porta larga sette metri. Facile no? Nessuno di noi, nel campetto della domenica, a porta vuota, sbaglierebbe.
Eppure davanti hai un tizio che quella porta la difende. E’ alto più di due metri, nemmeno fossimo a giocare a Basket, e non solo. Ha la dinamite nelle gambe e nelle braccia. Sai che, se indovina la traiettoria, è più veloce della palla. Non hai CR7 o Bale a calciare il rigore. Quei mostri sparano proiettili full metal jacket anzi che rigori. Noi abbiamo solo cuore e ignoranza. Pellè, Zaza, Bonucci, Barzagli, Parolo, De Sciglio, Darmian… gente che nei club non ha mai tirato un rigore. I più sono difensori, non proprio gente che fa della potenza balistica e precisione il loro forte. Questa gente la palla è abituata a spararla in tribuna per difendere la loro di porta. Non è finita qui. I portieri sono professionisti, e parare è il loro lavoro. Quel portiere, che non a caso è il più forte del mondo (a detta di Re Buffon in persona) ha fatto pure i compiti a casa. Sa esattamente dove potrebbero tirare gli azzurri. Non importa chi tira. Quel pezzente tedesco ha un profilo psicologico di ogni calciatore e magazziniere tra le file azzurre.
Li abbiamo fatti tremare. Abbiamo perso.
Hanno sbagliato Zaza, entrato apposta per tirare il rigore, non proprio la più facile delle azioni, ha sbagliato Pellè tirando a lato, hanno sbagliato Bonucci, al secondo rigore di giornata, e Darmian.
Sorprese? Nessuna signori e signore. Mettereste in croce un bambino di seconda elementare che sbaglia un’espressione matematica? No.
Dall’altra parte hanno sbagliato Muller, un tizio che fa sfracelli con la corazzata di Monaco di Baviera, sparring partner di Mr. Lewandowski, Ozil, trequartista dal piede educatissimo, ex Real Madrid, tutt’ora impegnato con l’Arsenal di Wenger, Schweinsteiger, mediano e regista, nonché capitano della Nazionale tedesca, vincitore di campionati, champions league, campione del mondo 2014 e coppe di lega varie. Probabilmente entro due anni rivincerà ancora con il Manchester United di Mourinho e Sir. Zlatan. (E continua ad avere al suo fianco una tizia di nome Ana Ivanovic, non proprio la tipa brufolosa che era in classe con te alle medie)
Sorprese? Assolutamente si.
In questo caso a sbagliare l’espressione sono stati dei laureati in fisica quantistica.
Morale della favola? Bravi ragazzi.Grazie Azzurri.
Per i minuti supplementari e per i rigori sono stato libero da ogni problema, dalla pressione lavorativa e da tutto quanto potesse essere brutto.


Chiudo dicendo che si, le persone hanno dei problemi mentali.
Non compatisco quelli che piangono per aver visto perdere una partita dalla Nazionale (giocatori esclusi, ovviamente), quelli che scrivono post in cui sembra che la loro vita dipendesse da questa partita. La Nazionale ci ha dato emozioni e per la formazione che abbiamo, per i mezzi qualitativi che i giocatori potevano offrire, abbiamo fatto tutto e anche di più.
Non compatisco quelli che, durante i calci di rigore, è occupato a fare la ramanzina alla gente che sta provando qualcosa davanti ad uno schermo.
Se siete italiani, se avete davanti agli occhi la VOSTRA formazione che potrebbe battere i più forti, qualcosa dovrebbe smuovervi.
Posso capire chi non è interessato al calcio. Per carità, il mio pensiero non va a loro.
Il mio pensiero va a chi dice che, semplicemente, siamo un popolo di coglioni che seguono una partita come se questa potesse risolvere qualcosa.
Seguendo il ragionamento di questi geni malvagi, non dovremmo più leggere i libri, vedere un film al cinema o giocare ad un videogame. Non dovremmo nemmeno più uscire il sabato e scherzare con gli amici. “C’è una nazione politicamente distrutta da salvare” sembrano dire quando il suono del fischio di inizio echeggia nell’aria dello stadio. Peccato che si dimentichino della loro missione appena esce una nuova puntata del trono di spade, appena arriva il nuovo film della Marvel, appena arrivano in fondo ad una bottiglia di vino scadente. 
C’è tempo per tutto.
Per votare, per cambiare l’Italia, per cambiare le nostre vite.
Per 90 minuti, permettetemi di mettere tutto da parte. La vostra vita continua lo stesso, anche se non smartellate le palle sui social, lamentandovi di crisi economiche prolungate, mentre scrivete dal vostro bell’Iphone da 1200€.

Pensateci.

Andrea “Lucky” Venturotti

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