Non escludo il ritorno

Il mitico Franco Califano cantava “Non escludo il ritorno“, diventato poi l’epitaffio dello stesso.
E’ sempre bello quando qualcuno (di gradito, si intende) torna.
Attenti: non sto per parlarvi di magia, roba occulta o necromanzia. Niente di tutto questo. Ormai mi conoscete, sono un tipo che spesso ha la testa fra le nuvole, anche se a dirla tutta, nell’ultimo periodo ho visto innalzarsi vertiginosamente il mio livello di responsabilità per quanto riguarda sia me stesso, sia per quanto riguarda l’ambito lavorativo.


Non voglio essere troppo prolisso in questa introduzione e quindi arrivo subito al sodo:

HALIFAX E’ TORNATA

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Per coloro che non sanno di chi stia parlando, dobbiamo tornare indietro nel tempo, precisamente nel 2013, quando AFreeWord si è affacciato per la prima volta nel web.
La storia del blog, visibile su questa pagina, è stata lunga e tortuosa durante tutti questi anni. Anche qui attenzione: parlo di tre anni e mezzo come se fossero un’eternità, ma è vero che un progetto come un blog gratuito, creato da quelli che all’epoca erano dei diciottenni con voglia di riversare le proprie sensazioni su un foglio bianco, se dopo questi anni sono ancora qui a pubblicare vuol dire che AFreeWord è diventato molto molto di più.
Dati alla mano, al nostro primo anno, io e Halifax abbiamo fatto 1662 visite, raccolte probabilmente dal caso. Il 2014 è stato un anno morto, visto che entrambi ci eravamo distaccati, non per motivi particolari, ma semplicemente perché non sentivamo che era il momento giusto di scrivere. In molti casi questo anno sabbatico avrebbe significato chiusura del blog e dimenticatoio assicurato. 
Il 2015 è stato invece l’anno più roseo del blog, con me, Halifax e tanti altri autori che si sono alternati su queste pagine portando sempre articoli freschi e completi. Avevamo creato il tanto sognato caffè letterario, raccogliendo persone tutte diverse fra loro che avevano in comune solamente una cosa molto importante: avevano qualcosa da dire.
Il 2016 si è distinto per il consolidamento di un’identità che il blog stava invece perdendo l’anno prima. Con Rif ho portato avanti tanti progetti e ci siamo divertiti un sacco, riscuotendo alla cassa il giusto compenso di soddisfazioni.
Siamo arrivati tutti quanti insieme, nessuno escluso, ad una quota di quasi 20.000 anime passate per queste pagine. Pensare che noi non siamo mai stati nessuno, pensare che abbiamo scritto tutte cose inedite e personali, pensare che se racchiudessimo tutte queste persone in un posto solo verrebbe fuori che in questi anni avremmo potuto riempire uno stadio. Sono pensieri che quei diciottenni in conflitto con la vita e con la realtà non avrebbero mai potuto immaginare. Abbiamo seminato bene e oggi raccogliamo avidamente ogni singolo frutto delle nostre idee.
Sono rimasto solo per un mesetto, poi, appunto: Halifax ha deciso di tornare.

Halifax is back!

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Il rapporto che ho con Halifax è un rapporto strano. Ci sentiamo poco, anche se, sinceramente, c’è sempre stato quel tipo di collegamento magico che ti fa dire che tu, con quest’essere astratto, hai un qualcosa che difficilmente morirà.
Arriviamo così al risentirci dopo tanto tempo per chat. Le solite chiacchiere, i chiarissimi inneggiamenti  a qualche divinità astratta, l’ignoranza che sale di livello come in una conferenza condotta da Trump e Salvini. 

Il blog è bello, ma con Halifax un po’ di più. 

Sono felicissimo di dire che si, Halifax torna, quindi, se trovate qualche novità sul blog, sappiate che il motivo è presto spiegato. Ci sarà sicuramente qualche modifica nella struttura, visto che avevo organizzato il tutto per una persona sola.
Ringrazio pubblicamente Halifax, che l’ho sentita sabato sera per un paio d’ore. E’ bello ridere, anche quando non ci sarebbe proprio un cazzo di niente da ridere. La Follia non sempre rende felici, ma se hai un complice bastardo almeno quanto te, credetemi, come ho scritto sotto il mio avatar in fondo al blog:

“La follia è uno step necessario per raggiungere la felicità”.

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Trattatemela bene, non fatela scappare di nuovo e non fatemela sbarellare che semmai è un guaio per voi. 
Il duo che c’era nel 2013, quando tutto iniziò, si è ufficialmente riunito sotto gli stendardi folli di AFreeWord. 


Andrea “Lucky” Venturotti

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