La canzone sbagliata

“…per carnevale suonavo sopra i carri in maschera, avevo già la Luna e Urano nel Leone” – Non c’è bisogno che dica da dove arriva la citazione.

Non tutto accade due volte.
Per alcuni addirittura esiste solo il buona la prima e stop.
Ci sono fatti che non si ripetono, e potrei scrivere una dissertazione sociofilosofica su come ciò determini più o meno il 99% del senso del tragico dell’umanità, ma non mi sembra il caso.
Le prime volte capitano solo UNA volta. (noooo, Sherlock! Dici davvero?!)
Il problema sorge quando la prima volta in questione viene sbavata, sporcata, per non dire rovinata, da un dettaglio che passerebbe inosservato, se non fossi il soggetto psicolabile paranoico che sono.

Mi sono innamorata per la prima volta a quindici anni.
Che, voglio dire, già così è un’affermazione che ha il suo peso.
Nessuno conosce il reale momento in cui si transita senza riflettere dal mero interesse a quella sciagura che è il sentimento d’amore.
Il che, in altre parole, significa non poter controllare un’infinita gamma di situazioni e particolari collaterali, che si imprimeranno in voi volenti o nolenti.

E qui arrivo al punto.
Avevo appena preso coscienza di amarlo. Come nei peggiori film melensi, dovevamo separarci per tre mesi (?) causa vacanze estive.
Stavo per prendere l’aereo, volare in Francia, visitare in tre giorni Parigi.
(Sto aggiungendo tutte queste minuzie [per altro vere] così creo una finta atmosfera da grande storia d’amore, tenete duro che tra poco finisce.)
Ci voleva un accompagnamento musicale d’occasione.

PECCATO CHE MI SIA VENUTA IN MENTE SOLO “CUCCURUCUCÙ PALOMA”.
DICO IO, TRA TUTTE LE CANZONI COLME DI SENTIMENTO E PATHOS E DRAMMA E PASSIONE, “CUCCURUCUCÙ PALOMA”?!

E Battiato fu.
Da allora, tutte le volte che ascolto “Cuccurucucù”, la canzone sbagliata, mi ricordo del primo amore. Lo immaginavo simile alla paloma, più bianca di quella di Nilla Pizzi, ma anche così com’è stato me lo sono fatta andare.

MA POI, CHI È CHE NELL’UNIVERSO COME CANZONE D’AMORE NOSTALGICA, NELL’ALLORA ANNO DOMINI 2010, HA AVUTO “CUCCURUCUCÙ PALOMA”?!

Halifax

P.s.: Alla fine non sono io che faccio una caricatura di me stessa. Io sono GIÀ una caricatura.

P.p.s.: “Ho letto I tassi della Renania. Io… cioè Cristo mi fai ridere ci intendiamo?” – Lucky.
Bello, cioè sono molto onorata, mi è venuto da pensare “Potremmo scriverlo sulla mia lapide, “Faceva un sacco ridere. E ascoltava pure Cuccurucucù paloma”.

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