Livelli di maturità

“Fare errori è umano; cadere è comune; essere in grado di ridere di se stessi è maturità.” – William Arthur Ward

All’alba di un viaggio della durata di un mese (parto questo sabato) che si prefigura come la mia agoghé spartana, vale a dire come un periodo volontario e involontario di addestramento sul campo per diventare un essere umano adulto funzionante e a basso tasso di psicopatia, mi sono accorta che in realtà di recente ho fatto una quantità esagerata di quelle che in gergo noi chiamiamo “cazzate”.
Il che significa che a maturità non siamo ancora messi bene. O forse no, forse la situazione non è così critica.
Insomma, il presente per informare chi là fuori si crede un idiota del fatto che c’è chi sta peggio e si può perciò star tranquilli. O magari scoprite che siamo un sacco simili e si va fuori a prendere un caffè insieme.

– COSE DI SCARSA LEVATURA CULTURALE DA ME COMPIUTE DI RECENTE CHE DANNO PROVA DI SCARSA MATURITA’ –

  1. Ho comprato un kazoo di plastica arancione a due euro e l’ho chiamato “Steven Spielberg” solo perché pensavo che suonarlo mi avrebbe portato il buonumore.
  2. Poi l’ho suonato e in effetti ho riso un sacco.
  3. Ho adottato l’ennesimo ragno comparso dal nulla sul soffitto di casa mia. E probabilmente quando morirà piangerò anche.
  4. Ho prenotato quattro (QUATTRO!) biglietti aerei per una capitale europea, in cui mi dovrei recare A GENNAIO 2017 facendo ovviamente finta di possedere una ferratissima cultura mitteleuropea oltre che un considerevole quantitativo di denaro contante derivato dalla mia rendita fondiaria.
  5. Ho risposto “sì” quando avrei voluto rispondere “NOOOOOOO”. Che equivale a commettere un piccolo suicidio, se ci pensate.
  6. Sto sperimentando qualcosa di vagamente lontanamente quasi ma forse no insomma simile a “La serenità” (!). Il che è molto pericoloso, e lo sappiamo.
  7. Non ho ancora risolto il mio problema principale: dare soprannomi maschili alle signorine e soprannomi femminili ai signori.
  8. Sono costretta a disertare la Sagra della patata di Vimercate per andare deliberatamente in una città tentacolare 40 volte più grande del paesino dove abito con il bagaglio pieno di ansia sociale, ansia base e ansia cuvée invecchiata 21 anni.
  9. La scorsa notte (a mia discolpa, in totale solitudine) ho cantato in playback Kate Bush ricreando con le dovute varianti la coreografia del video di Wuthering Heights.
    Senza vergognarmi, no.

 

Stai per fare un passo importante. La tua trepidante speranza è di uscirne corroborata nello spirito. Rafforzata. Placcata in titanio.
Chiedi a voce sufficientemente alta di non dover risolverti a fuggire nella notte per tornare a casa con la coda tra le gambe.

Buon viaggio a me stessa (e anche a voi, se cercate la maturità),

Halifax

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